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Notizie

Feltre (BL), 25-26 aprile e 1-3 maggio 2009

Campionato 2008-2009

Ecco le indicazioni relative alle tappe di Feltre, organizzate da LiT in collaborazione con l’Associazione Aleator.

Titolo avventura: "IL GUANTO BIANCO", I capitolo della «Saga degli Altifalchi»

Sistema di Gioco: D&D 3.5
Tipologia: D.O.C
Numero di Giocatori: 4 o 5
Data del torneo: a partire dal 25 Aprile al 3 maggio
Luogo di Gioco: Dal giorno 25 al giorno 26 Aprile la sede del torneo sarà presso Centro pastorale giovanile via Antonio Vecellio, 7 32032 Feltre (BL). dal 1 al 3 Maggio la sede sarà presso il centro giovani in via Dolci, 3 32032 Feltre (BL)
Location: Stanza unica,con salette separate
Orari delle Sessioni: Per i giorni 18/19/25/26 Arile gli orari indicativi dei turni saranno 8:30-14:00 (mattino) 15:00-19:00 (pomeriggio)
Per le sedute nei giorni 1/2 Maggio ore 8:30-14:00(mattino) 15:00-19:00 (pomeriggio), 3 Maggio Turno unico 8:30-14:00
Premiazioni: Domenica 3 Maggio Pomeriggio
Durata della sessione: 3h 30' + 30' per la lettura delle schede + pausa fisiologica
Presenza di comaster: si
Sistema di valutazione adottato: R.B.B. 1.0
Costo del torneo: 6 €
Nome Referente: Marco
Mail: associazioneculturale@luxintenebra.net
Sito riferimento: www.luxintenebra.net

Per maggiori approfondimenti si può seguire la discussione relativa a questa tappa sul sito del Campionato GdR, dove è stato aperto un topic dedicato.


INCIPIT
Ardenti i fuochi in pire crudeli di corpi mortali facevano scempio. Pregna di fumo, di carni e di legname, s'era fatta l'aria, tanto che respirarla era per noi tutti un male. Io di là passavo, senza sapere chi fossero i condannati, ma tutti immaginavano che nuove vittime lo Sciacallo di Luxya, il sommo inquisitore, avesse trovato, da porre alla pubblica gogna, in quell'eterna vergogna che faceva dei viventi la morte su rogo. Con o senza processo, tra le pulsanti fila di popolani assembrati, tremanti avanzavano i condannati. Io li vidi ché non ero di molto lontano, pena al cuore facevano, anche se tutti insultavano e altro non si poteva fare, anch'io, infatti mi sommai al coro, come se fossi partecipe di quella ammassata e spaventosa folla inferocita. Non si poteva fare altro perché sopra tutti, sul suo scranno sacro, che pure le sue maledette terga dissacravano, ve lo giuro, sedeva colui che quello spettacolo aveva voluto, e dato che ognuno un animo serbava la paura d'essere il prossimo, nessuno tentava d'esser altro che partecipe della volontà del sommo giudice e al suo volere si piegava anche l'ultimo degli umili, alzando mani e braccia, ad acclamarlo, ad ogni suo gesto o semplice sguardo.
Eppure qualcosa stava per accadere. Mormorate speranze si facevano largo, passando di labbra in labbra nella vergogna e nella paura. Si diceva che qualcuno avrebbe mosso mano per fermare quel reiterato oltraggio. Qualcuno che aveva coraggio, qualcuno che solo gli dei muovevano nel giusto intento. Forse il tempo degli eroi si faceva prossimo, forse, la musica poteva farsi allegra, da mesta e rassegnata quale era. Un giorno di prossima venuta, qualcuno avrebbe osato alzar lo sguardo e promuovere il suo disaccordo. Allora la folla avrebbe deciso. Quel giorno, Justus Primo di Luxya, lo Sciacallo inquisitore avrebbe tremato.

Moran il Bardo, storico e cantore delle Terre del Pentacolo